Amministrazione della cache con Windows PowerShell (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric)

Windows PowerShell consente di amministrare il cluster di cache, gli host della cache e la cache stessa. Se si utilizza un computer in cui è installata la funzionalità Amministrazione cache, sono disponibili due modalità di utilizzo di Windows PowerShell per gestire le funzionalità di memorizzazione nella cache di AppFabric. Fare clic sul menu Start, selezionare Strumenti di amministrazione, quindi scegliere Moduli di Windows PowerShell. In alternativa, è possibile fare clic sul menu Start, quindi su Programmi, Windows Server AppFabric e infine su Amministrazione della cache con Windows PowerShell.

noteNota
Nei sistemi operativi Windows Vista, Windows 7 e Windows Server 2008, per garantire il corretto funzionamento dei comandi di amministrazione è necessario eseguire Windows PowerShell con privilegi di amministratore. Se si utilizza il collegamento ad Amministrazione della cache con Windows PowerShell, fare clic con il pulsante destro del mouse sul collegamento e selezionare Esegui come amministratore.

Esistono due categorie principali di comandi di PowerShell per la memorizzazione nella cache di AppFabric: comandi di amministrazione e comandi di configurazione. In questo argomento vengono descritti i comandi di amministrazione. Per ulteriori informazioni sui comandi di configurazione, vedere Configurazione della cache con Windows PowerShell (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric). Nelle tabelle dell'argomento i comandi di amministrazione sono suddivisi in categorie. Alcuni comandi sono presenti in più di una tabella, ma con parametri diversi, in base a quale delle quattro categorie di comandi sono applicati:

Assistenza durante una sessione di Windows PowerShell

Con le informazioni riportate di seguito viene fornito un riepilogo dei comandi di amministrazione per le funzionalità di memorizzazione nella cache di AppFabric. È importante tenere presente che è possibile ricevere assistenza anche all'interno di una sessione di Windows PowerShell. Ad esempio, il comando seguente visualizza tutti i comandi di amministrazione:

get-command -module DistributedCacheAdministration

Se occorre assistenza per un particolare comando, utilizzare il comando get-help. Ad esempio, il comando seguente visualizza tutte le informazioni disponibili relative al comando New-Cache:

get-help New-Cache -full

Considerazioni importanti

Quando si utilizzano i comandi di Windows PowerShell descritti in questo argomento, è importante tenere in considerazione i punti seguenti:

  • All'identità di sicurezza della persona che utilizza questi comandi di Windows PowerShell devono essere associati privilegi di amministratore su tutti i server di cache inclusi nel cluster di cache.

  • I valori dei parametri per i comandi distinguono tra maiuscole e minuscole. Ad esempio, se si crea una cache chiamata NamedCache1, il comando Get-CacheConfig -CacheName namedcache1 non funziona. È necessario che le lettere maiuscole e minuscole corrispondano, come in Get-CacheConfig -CacheName NamedCache1.

  • Quando la configurazione del cluster basata su XML viene modificata utilizzando i comandi Export-CacheClusterConfig e Import-CacheClusterConfig, è possibile cambiare le impostazioni della configurazione del cluster (attributi XML) nel file XML, mentre l'aggiunta o l'eliminazione di cache denominate e host della cache mediante inserimento o rimozione di elementi XML non è supportata.

  • I comandi del cluster di cache Start-CacheCluster, Stop-CacheCluster e Restart-CacheCluster implicano il coordinamento dello stato del servizio Windows per l'hosting della cache su tutti i server di cache del cluster. L'esecuzione di questi comandi può richiedere una quantità di tempo superiore quando gli host principali svolgono un ruolo di gestione del cluster. È necessario che, mentre gli altri host della cache si avviano e si arrestano, la maggior parte degli host principali sia in esecuzione.

  • Avviare e arrestare sempre il Servizio di memorizzazione nella cache con i comandi del cluster di cache Start-CacheCluster, Stop-CacheCluster e Restart-CacheCluster. L'avvio e l'arresto del servizio dallo strumento amministrativo dei servizi può causare una sospensione del sistema. Questi comandi, inoltre, devono essere eseguiti da una sessione di Windows PowerShell elevata con privilegi di amministrazione.

  • I comandi del cluster di cache Stop-CacheCluster e Restart-CacheCluster provocano lo scaricamento di tutti i dati dalla memoria di tutti gli host della cache del cluster.

  • Per rendere effettive le modifiche, i comandi Set-CacheConfig e Import-CacheClusterConfig richiedono il riavvio del cluster di cache con Restart-CacheCluster.

  • I comandi Remove-Cache e New-Cache possono essere utilizzati per modificare la configurazione di una cache denominata senza influire sulle altre cache denominate del cluster.

Comandi correlati al cluster di cache

Nella seguente tabella sono elencati i comandi per l'amministrazione della cache di Windows PowerShell disponibili per eseguire operazioni correlate al cluster.

 

Comando Descrizione

Use-CacheCluster

Imposta il contesto della sessione di Windows PowerShell sul cluster di cache desiderato.

Prima di avviare una sessione di Windows PowerShell è necessario eseguire questo comando. Se riguarda un host della cache, il comando deve essere eseguito senza parametri, poiché questi sono ricavati dalla configurazione della cache sul computer. Se l'esecuzione avviene da un computer non host, per specificare il cluster di cache desiderato è possibile utilizzare i parametri riportati di seguito.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • Provider (P): provider utilizzato per archiviare le impostazioni di configurazione del cluster. Può trattarsi di System.Data.SqlClient o XML, a seconda di come sono state archiviate le informazioni di configurazione.

  • ConnectionString (C): stringa di connessione al database o percorso del file di configurazione XML.

Start-CacheCluster

Avvia tutti i servizi cache del cluster. Gli host principali vengono avviati per primi. Si noti che i servizi di cache non vengono condivisi automaticamente dopo un riavvio. Per avviare il servizio, è necessario richiamare Start-CacheCluster o Start-CacheHost. Questo comando richiede privilegi di amministratore.

Stop-CacheCluster

Arresta tutti i servizi cache del cluster. Questo comando richiede privilegi di amministratore.

Restart-CacheCluster

Riavvia tutti i servizi cache del cluster nella sequenza corretta. Questo comando richiede privilegi di amministratore.

Get-CacheClusterHealth

Restituisce statistiche sullo stato del cluster di cache.

Export-CacheClusterConfig

Progettato per essere utilizzato in combinazione con Import-CacheClusterConfig, questo comando consente di modificare le impostazioni di configurazione del cluster con XML. Per ulteriori informazioni, vedere Modificare le impostazioni di configurazione del cluster (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric).

Questo comando permette di esportare le impostazioni di configurazione del cluster, attualmente presenti nel cluster stesso, nel file di configurazione basato su XML specificato. Questo comando può essere utilizzato indipendentemente dal percorso di archiviazione delle impostazioni di configurazione del cluster (SQL Server o cartella di rete condivisa).

La descrizione (alias) del parametro è:

  • File (F): nome e percorso completi del file di configurazione basato su XML da creare, con descrizione delle impostazioni di configurazione del cluster correnti.

Esempio: Export-CacheClusterConfig -File c:\Temp\CurrentClusterConfig.xml

Import-CacheClusterConfig

Progettato per essere utilizzato in combinazione con Export-CacheClusterConfig, questo comando consente di modificare le impostazioni di configurazione del cluster con XML. Per ulteriori informazioni, vedere Modificare le impostazioni di configurazione del cluster (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric).

Questo comando permette di importare le impostazioni di configurazione del cluster, come descritto nel file di configurazione basato su XML specificato. Questo comando può essere utilizzato indipendentemente dal percorso di archiviazione delle impostazioni di configurazione del cluster (SQL Server o cartella di rete condivisa).

Per rendere effettive le modifiche, è necessario riavviare il cluster con Restart-CacheCluster.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • File (Fi): nome e percorso completi del file di configurazione basato su XML che descrive le impostazioni di configurazione del cluster di cache da applicare al cluster.

  • Force (Fo): importa il file di configurazione senza richiedere conferme.

Esempio: Import-CacheClusterConfig -File c:\CurrentClusterConfig.xml

Grant-CacheAllowedClientAccount

concede l'accesso al cluster di cache tramite un account Windows. Per impostazione predefinita, tutti gli account Administrator presenti negli host della cache possono accedere al cluster di cache. Gli altri account devono essere esplicitamente aggiunti all'elenco degli account client autorizzati utilizzando questo comando.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • Account (A): account Windows per accedere al cluster di cache.

  • Force (F): aggiunge l'account client specificato senza convalidarne l'esistenza.

Revoke-CacheAllowedClientAccount

Revoca l'accesso al cluster di cache tramite account Windows. È importante sottolineare che questo non impedisce agli amministratori presenti sugli host della cache di accedere al cluster di cache.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • Account (A): account Windows per accedere al cluster di cache.

Get-Cache

Se utilizzato senza parametri, elenca le informazioni relative a tutte le cache del cluster di cache.

noteNota
Vedere la tabella successiva per informazioni sull'utilizzo di questo comando con il parametro HostName.

Comandi correlati all'host della cache

Nella tabella seguente sono indicati i comandi disponibili per l'esecuzione di operazioni correlate all'host della cache in Windows PowerShell.

 

Comando Descrizione

Get-CacheHost

Elenca le informazioni sull'host della cache specificato. Se non viene passato alcun parametro, il comando elenca tutti i servizi cache membri del cluster di cache.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (H): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta dell'host della cache.

Esempio: Get-CacheHost

Get-CacheHostConfig

Restituisce le informazioni di configurazione sull'host della cache specificato.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (H): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta dell'host della cache.

Esempio: Get-CacheConfig -HostName CacheServer1 -CachePort 22233

Set-CacheHostConfig

Aggiorna la configurazione dell'host della cache in base ai valori specificati nei parametri del comando. A eccezione di HostName e CachePort, tutti i parametri sono facoltativi. Per ulteriori informazioni, vedere Modificare le impostazioni di configurazione del cluster (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric).

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (H): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta cache corrente dell'host della cache.

  • ClusterPortNumber (CPort): numero di porta del cluster utilizzato dall'host della cache.

  • ArbitratorPortNumber (APort): nuovo numero di porta di arbitraggio.

  • ReplicationPortNumber (RPort): nuovo numero di porta di replica.

  • CacheSize (Size): quantità totale di memoria allocata per l'archiviazione dei dati sull'host della cache, espressa in unità di megabyte (MB).

  • HWM (HWM): percentuale di memoria del limite massimo, quando il processo di eliminazione inizia a rimuovere gli oggetti non ancora scaduti.

  • LWM (LWM): percentuale di memoria del limite minimo, quando il processo di eliminazione inizia a rimuovere gli oggetti scaduti. Dopo aver raggiunto HWM, il processo di eliminazione interrompe la rimozione degli oggetti non ancora scaduti.

Esempio: Set-CacheConfig -HostName CacheServer1 -CachePort 22233 -LowWM 80

Start-CacheHost

Avvia il servizio cache specificato. Dopo il riavvio del server di cache, questo comando è necessario per consentire al servizio cache di aggiungersi nuovamente al cluster di cache in esecuzione. Si noti che se il cluster di cache è inattivo, è necessario utilizzare invece il comando Start-CacheCluster. Si noti, inoltre, che i servizi di cache non vengono avviati automaticamente dopo un riavvio. Per avviare il servizio, è necessario richiamare Start-CacheHost o Start-CacheCluster.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (HostN): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta dell'host della cache.

  • HostTimeout(T): valore di timeout espresso in secondi per l'avvio dell'host della cache specificato. L'impostazione predefinita è 60 secondi.

Esempio: Start-CacheHost -HostName CacheServer1 -CachePort 22233

Stop-CacheHost

Arresta il servizio cache specificato.

noteNota
Il comando Stop-CacheHost non arresta un servizio Windows dell'host della cache se questo svolge un ruolo di gestione del cluster e se l'arresto dell'host della cache può provocare l'arresto dell'intero cluster. Per ulteriori informazioni, vedere Host principali e gestione cluster (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric).

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (HostN): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta dell'host della cache.

  • HostTimeout(T): valore di timeout espresso in secondi per l'avvio dell'host della cache specificato.

Esempio: Stop-CacheHost -HostName CacheServer1 -CachePort 22233

Get-CacheStatistics

Riporta le statistiche per l'host della cache specificato, indicando: dimensione totale (in byte) e numero di oggetti memorizzati nella cache, regioni, cache denominate, richieste e mancati riscontri nella cache.

noteNota
Vedere la tabella successiva per informazioni sull'utilizzo di questo comando con il parametro CacheName.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (H): nome dell'host della cache.

  • CachePort (P): numero di porta dell'host della cache.

Esempio: Get-CacheStatistics -HostName CacheServer1 -CachePort 22233

Get-Cache

Elenca tutte le cache e le regioni che risiedono nell'host della cache specificato.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • HostName (H): nome dell'host della cache.

  • CachePort (C): numero di porta dell'host della cache.

Esempio: Get-Cache -HostName CacheServer1 -CachePort 22233

Get-CacheRegion

Restituisce un elenco di tutte le regioni presenti nel cluster di cache. Le regioni possono essere create o rimosse solo dal client della cache. Tuttavia, è il cluster di cache a determinare l'host della cache su cui le regioni risiederanno. Tutti i parametri sono facoltativi.

noteNota
Vedere la tabella successiva per informazioni sull'utilizzo di questo comando con il parametro CacheName.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • MaxRegions: numero massimo di regioni da visualizzare. Questo non può essere utilizzato con il parametro MaxRegionsPerHost.

  • MaxRegionsPerHost: numero massimo di regioni da visualizzare da ogni host del cluster di cache.

Esempio: Get-CacheRegion -MaxRegionsPerHost 4

Comandi correlati alla cache

Nella tabella seguente sono indicati i comandi disponibili per l'esecuzione di operazioni correlate alla cache utilizzando Windows PowerShell.

 

Comando Descrizione

New-Cache

Crea una nuova cache denominata quando il cluster è in esecuzione. Tutti i valori sono facoltativi, a eccezione di CacheName.

noteNota
Le cache denominate possono essere massimo 128.

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • CacheName (N): nome della cache.

  • Secondaries (S): il valore 1 abilita la funzionalità di disponibilità elevata. Il valore 0 disabilita la funzionalità di disponibilità elevata. Il valore predefinito è 0.

  • NotificationsEnabled (Notif): il valore True abilita la funzionalità di notifiche cache, mentre il valore False la disabilita.

  • Eviction (Evict): il valore LRU abilita l'eliminazione Utilizzati meno di recente. Il valore None disabilita l'eliminazione. Il valore predefinito è LRU.

    WarningAvviso
    Il valore None può provocare l'esaurimento della memoria di un host della cache.

  • TimeToLive (T): timeout predefinito prima della scadenza, espresso in minuti, per gli oggetti memorizzati nella cache. Il valore predefinito è 10.

  • Expirable: il valore True abilita la scadenza, mentre False la disabilita. Il valore predefinito è True.

Esempio: New-Cache -CacheName NamedCache1 -Secondaries 1 -TimeToLive 15

Remove-Cache

Rimuove una cache denominata, come specificato dal parametro CacheName.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • CacheName (N): nome della cache.

Esempio: Remove-Cache -CacheName NamedCache1

Get-CacheConfig

Restituisce i dettagli di configurazione per la cache denominata specificata dal parametro CacheName.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • CacheName (N): nome della cache.

Esempio: Get-CacheConfig -CacheName NamedCache1

Set-CacheConfig

Aggiorna le impostazioni di configurazione della cache denominata, come specificato dal parametro CacheName.

Quando per apportare modifiche alla cache si utilizza il parametro CacheName, il cluster di cache potrebbe non essere in esecuzione. In alternativa, è possibile utilizzare i comandi Remove-Cache e New-Cache, che consentono di modificare la configurazione di una cache denominata senza influire sulle altre cache denominate del cluster con un arresto del cluster stesso.

Per ulteriori informazioni, vedere Modificare le impostazioni di configurazione della cache con Windows PowerShell (Memorizzazione nella cache di Windows Server AppFabric).

Le descrizioni (alias) dei parametri sono:

  • CacheName (N): nome della cache.

  • Secondaries (S): il valore 1 abilita la funzionalità di disponibilità elevata. Il valore 0 disabilita la funzionalità di disponibilità elevata. Il valore predefinito è 0. Si noti che questa funzionalità è supportata solo dagli host della cache che eseguono le edizioni Enterprise o DataCenter di Windows Server.

  • NotificationsEnabled (Notif): il valore True abilita la funzionalità di notifiche cache, mentre il valore False la disabilita.

  • Eviction (Evict): il valore LRU abilita l'eliminazione Utilizzati meno di recente. Il valore None disabilita l'eliminazione. Il valore predefinito è LRU.

    WarningAvviso
    Il valore None può provocare l'esaurimento della memoria di un host della cache.

  • TimeToLive (T): timeout predefinito prima della scadenza, espresso in minuti, per gli oggetti memorizzati nella cache. Il valore predefinito è 10.

  • Expirable: il valore True abilita la scadenza, mentre False la disabilita. Il valore predefinito è True.

Esempio: Set-CacheConfig -CacheName NamedCache1 -TimeToLive 30

Get-CacheStatistics

Rimuove le statistiche di una cache denominata, come specificato dal parametro CacheName.

noteNota
Vedere la tabella precedente per informazioni sull'utilizzo di questo comando con i parametri HostName e CachePort.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • CacheName (N): nome della cache.

Esempio: Get-CacheStatistics -CacheName NamedCache1

Get-CacheRegion

Rimuove un elenco di tutte le regioni presenti in una cache denominata, come specificato dal parametro CacheName. Le regioni possono essere create o rimosse solo dal client della cache. Il cluster di cache stabilisce su quale host della cache deve risiedere ogni regione.

noteNota
Vedere la tabella precedente per informazioni sull'utilizzo di questo comando con i parametri HostName e CachePort.

La descrizione (alias) del parametro è:

  • CacheName (N): nome della cache.

Esempio: Get-CacheRegion -CacheName NamedCache1

Comandi di gestione della console

Nella tabella seguente sono elencati i comandi disponibili per eseguire operazioni connesse alla gestione dello strumento di amministrazione della cache basato su Windows PowerShell.

 

Comando Descrizione

Set-CacheLogging

Questo comando consente la registrazione basata su file della sessione dello strumento di amministrazione della cache basato su Windows PowerShell. Il rilevamento degli eventi avviato da questo comando dura solo il tempo della sessione di Windows PowerShell da cui è stato richiamato.

Per impostazione predefinita, la registrazione è abilitata a livello VERBOSE. Il file di registro predefinito si trova nella directory %temp% degli utenti e ha un nome formato dal prefisso DCacheAdministration, seguito dall'identificatore di processo e dal timestamp della creazione.

Se un file con lo stesso nome risulta già presente, Windows PowerShell tenta di aggiungerlo al file di registro.

Le descrizioni (alias) del parametro sono:

  • LogLevel (L): livello di evento che specifica i tipi di eventi acquisiti dalla traccia. I valori validi sono NONE, ERROR, WARNING, INFO e VERBOSE.

  • File (F): percorso di file o cartella assoluto da utilizzare per memorizzare i registri. Se il nome del file non viene specificato, si utilizza il nome predefinito DCacheAdminTrace[<ProcessId>].log, dove <ProcessId> indica il numero di ID processo di Windows della sessione di Windows PowerShell. A tutti i nomi di file specificati viene aggiunto il suffisso ".log".

In questo esempio viene creato il file c:\WarningLog.log, che acquisisce i messaggi di avviso e di errore:

Set-CacheLogging -LogLevel WARNING -File c:\WarningLog

Questo comando tiene traccia degli eventi solo in relazione alla sessione di Windows PowerShell e non al client o all'host della cache.

Invoke-GC

Richiama manualmente il processo di garbage collection sul cluster di cache per liberare la memoria inutilizzata. È disponibile solo in circostanze speciali. In genere, la garbage collection è gestita da .NET Framework e dalle funzionalità di gestione della memoria del cluster di cache di AppFabric.

Get-Help

Fornisce la Guida per tutti i comandi supportati. Questa parola chiave può essere utilizzata anche con un carattere "*", per filtrare la quantità di informazioni della Guida visualizzate. Ad esempio:

Get-Help new*

Get-Help Start*

Get-Help *cache

Get-Help *cachehost

exit

Esce dalla sessione di Windows PowerShell.

cls

Cancella la schermata di Windows PowerShell.

Vedere anche

  2011-12-05
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